AS SPORTING CLUB OLEGGIO

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 “ Rafting  sul  Sesia”

 

Maggio, mese di proposte, dedicato all’organizzare giornate di ritrovo, socializzazione, divertimento, allo Sporting, come in altri club.

Quest’anno, l’idea di Carlo, trainer della sala pesi, ha destato interesse ed adesioni; dedicare una domenica al “Rafting sul fiume Sesia”.

Il Rafting è la “discesa dalle rapide del fiume su un canotto idoneo a portare sette persone  ed il capo guida”.

Dopo  varie “vicissitudini” per l’iscrizione (in qualunque società è sempre un problema mettere d’accordo tutti), siamo arrivati alla domenica prescelta, il 20 giugno. Sicuramente, si era detto in precedenza, sarà una giornata calda e soleggiata… un disastro! Le previsioni non promettevano bene, ma alle 7,30 di mattina, davanti alla palestra di via Castelnovate il gruppo è ormai deciso  a passare la giornata sotto l’acqua…anzi nell’acqua.

Durante il tragitto per arrivare sul posto, all’orizzonte non si prospettava niente di buono…ma i “temerari dello sporting sono  ormai convinti della loro impresa”.

Dopo circa un paio d’ore, affrontata la vestizione, tutti pronti per partire; alla foto di gruppo sono presenti:

Michele, Carlo, Giuseppe M., Denis, Gianluca, Francesco, Gabriele, Marco, Giuseppe C., nove in tutto, divisi in due gruppi, uno al completo con sei componenti e guida, ed uno con tre, Carlo, Gianluca, Marco per completare un altro canotto.

La prima fase è dedicata all’insegnamento delle basi e alle raccomandazioni: per quanto ci riguarda, un disastro. La giuda ci rimprovera costantemente, ma è ora di partire il canotto è in acqua e…anche noi: la prima prova consiste nel galleggiamento! Un freddo micidiale, ma per noi, dotati di un fisicone mica male psss… è normale!!

E quindi si parte per la prima rapida, e devo dire un brividello c’è stato; ma sicuramente  suggestivo è il panorama dal Sesia, veramente eccezionale.

Dopo circa 15/20 minuti di discesa, il clima tra i componenti del nostro canotto ed il capo guida si comincia a “disgelare”, sarà per il freddo ai piedi, sarà per la nostra temerarietà e potenza o per i fisici in prima fila di Mig e Denis che sicuramente destano rispetto, comunque abbiamo i primi elogi della guida, (meno male perchè mi chiedevo ormai da alcuni minuti chi, per primo, si incavolasse, conoscendo i nostri riconosciuti caratterini!!!).

Comunque da quel momento un netto miglioramento della governabilità del gommone e …divertimento assicurato.

Sempre in testa ci fermiamo più volte per verificare le gesta dei nostri amici al governo degli atri canotti, uno spettacolo risate e alcuni momenti di panico per la caduta in una rapida di un capoguida, ma verificato che nulla di grave fosse accaduto ci siamo rilanciati giù per le rapide, sempre più veloci ed instancabili, seguiti a gommone dai nostri amici; anche per loro, risate, divertimento, qualche brivido e tanto spettacolo naturale.

Una fermata è dedicata al classico “tuffo dall’alto” che visto l’abbigliamento risulta essere molto sicuro; ovviamente non tutti vogliono provarne l’ebbrezza, anche per la giornata fredda e piovosa appunto e, devo dire per il sempre fastidioso “gelo ai piedi”. Comunque non pochi eroi con classico urlo tarzaniano si lanciano dall’alto, vera esaltazione della mascolinità.

Ripresa la discesa, dopo una brutta rapida ecco il grande, ma cosa dico grande, meglio dire grosso Mig in acqua, cribbio che casino per portalo su, Denis e Gabriele devono dare sfogo a tutta la loro bravura per tirare dentro il canotto 110 kg di ragazzo, leggermente incazzato, ma senza nemmeno un graffio. Mezz’ora di risate, con Mig sempre nero (è meglio non esagerare con le risate, più che altro per non prendere una sberla dal nostro amico).

Dopo circa un’ora e mezza di rapide, fermate e…cazzate, siamo quasi giunti alla meta, a circa dieci km. dalla partenza. Conoscendo il posto, io e l’amico Francesco, proponiamo l’ultimo brivido, un salto di circa un paio di metri. Tutti d’accordo la giuda imposta l’ostacolo, ma a pochi metri, l’ordine di scendere: ci ha presi in giro. Riservandosi di spiegarci che quel salto, per ragioni di sicurezza, non si può fare; peccato, eravamo oramai convinti, cavolo che duri!

Ci aspettano i furgoni che ci riportano al luogo di partenza. Dopo aver provveduto alla riconsegna del materiale, alla doccia ecc. qualche foto di gruppo, la scelta delle fotografie ufficiali scattate da professionisti posti in punti salienti della discesa, un piccolo spuntino insieme, le ultime risate, quattro parole sulla sparizione delle scarpe ginniche ad un amico del gruppo (si spera sempre che nel caos ci sia stato un errore) e …il ritorno a casa, e devo dire, tutti contenti di aver fatto questa esperienza insieme, pronti per il prossimo incontro!!

Michele