Un viaggio nella tradizione

di Piantanida Alberto

 

Da quando mi sono avvicinato al mondo delle arti marziali ed ho cominciato a conoscerne storia e tradizioni, ho pensato che sarebbe stato bello un giorno poter visitare luoghi ricchi di fascino e mistero dove tutto ciò ebbe origine e si sviluppò.

Ed è con questo spirito che, non appena mi è stato proposto, ho colto al volo l'occasione e sono partito per il Giappone.

In realtà le sensazioni che mi pervadevano alla mia partenza erano un misto tra l'eccitazione per un viaggio tanto agognato e la paura, o forse la consapevolezza, di trovare in realtà un mondo completamente diverso da quello descritto nei tanti racconti legati alle arti marziali.

In effetti, appena atterrati, lo scenario che si presentava era quello di una metropoli frenetica e moderna.

La gente era cordiale ma sembrava inquadrata in uno schema preciso secondo regole stabilite dall'alto.

L'idea di ordine e di precisione quasi maniacale sembrava proprio avere il suo riscontro.

Eppure il vero Giappone dovevamo ancora scoprirlo.

Nei giorni a seguire sono iniziati i nostri tour alla scoperta della città.

Il nostro punto di partenza era sempre la stazione della metro nei pressi dell'albergo, un groviglio di linee con scritte a noi incomprensibili.

Luci e colori facevano da anticamera al Giappone moderno e frenetico visto al nostro arrivo.

Una volta scesi dalla metro e raggiunto uno dei tantissimi templi però, si aveva proprio l'impressione di abbandonare una realtà per entrare in un'altra.

Questo è il vero Giappone, quello che noi tutti avremmo voluto vedere ma che in fondo, forse, non ci aspettavamo nemmeno.

Ogni luogo ha una sua storia, una sua tradizione, e grazie anche alle sapienti spiegazioni e agli aneddoti di Shike Bertoletti, sembrava quasi di respirare la vera atmosfera che impregnava ancora tutto ciò che si mostrava ai nostri occhi.

Prima di partire per questa bellissima avventura pensavo di conoscere le arti marziali e di sapere quanto basta circa le loro origini e le tradizioni, ma devo ammettere che vedere dal vivo ciò che solo avevo immaginato leggendo le pagine di qualche libro, mi ha fatto un certo effetto. É stato come diventare protagonista di un film che si è sempre voluto interpretare.

La conoscenza di alcuni personaggi come Ogasahara e la “vecchina delle spade” (madre dell'ultimo forgiatore di katane ancora in attività), che di questa storia ancora vivono, è stata la ciliegina sulla torta di un viaggio indimenticabile.

Ma non posso non citare i dojo ammirati e soprattutto lo spirito vero del karate che ancora alimenta i piccoli e i grandi atleti.

Disciplina e rispetto delle tradizioni sono ancora i cardini di un insegnamento che si trasmette negli anni.

Credo che il Giappone delle tradizioni e delle origini delle arti marziali ancora esista ma sia semplicemente nascosto sotto un'apparenza di modernità e frenesia.

La scoperta di tutto ciò è stato il nostro vero viaggio, un viaggio che porterò sempre con me.