GSB Team: Si Kyu-de a Oleggio

Oleggio  27 Luglio 2008

 

Oleggio, provincia di Novara, domenica 27 luglio ’08, al dojo di Shihan Michele Julitta, l’atteso incontro pre vacanziero del GSB Team.

Presenti: Shike GSB, Luigi cattaneo, Valerio Forti in compagnia di un suo allievo, Giuliano Garbuio, Tino Bergomi, Massimo Manicone, Denis Sacchi ed il sottoscritto, a tre giorni da un’intervento di ernia inguinale.

“L’ordine del giorno”: spada giapponese, kata Koden Enshin ryu, scuola di Soke Fumon Tanaka e Kyu jutsu, arte di tiro con l’arco per la guerra, per concludere con il party, offerto dal club Oleggese!

Al classico ritrovo per la colazione, Shike GSB, informa i presenti sulle novità ed i prossimi appuntamenti.

Il calendario di Spartaco Bertoletti è talmente intenso, (a breve la partenza per le Olimpiadi di Pechino), che ci vorrebbe qualche giorno per informarsi di tutto…ci accontentiamo; di li a poco,  avrà inizio la lezione di Kobu jutsu, alla quale il ns. Shike non rinuncia mai!

Come ho sottolineato in precedenza, un intervento subito giovedì 24, non mi permette di poter praticare, la mia giornata sarà dedita al fotoreportage e party organizzato per gli ospiti del team: come dice il detto, “non rimandare a domani quello che si può fare subito”..!

Per iniziare Shike GSB propone una rivisitazione delle forme di kihon e kata Enshin ryu.

Il “maneggio dello Iaito o Shinken” è affascinante nel verde parco delle Scuole Medie, calcando il campo basket all’aperto, la coreografia è magnifica; la giornata particolarmente felice, il blu del cielo tagliato dai caldi raggi solari, amplifica il tutto!

Il restante della mattinata sarà dedicato al Kyu jutsu, arte del tiro con l’arco.

SpartoKan “sfodera” il necessario per il Keiko, (mi sono sempre domandato dove riesce a tenere quella quantità di materiale  che mette a disposizione del Team…mah)!

Archi, frecce, corde, bersagli, non mancano i racconti sugli attrezzi e suppellettili “vecchi o antichi” donati da Maestri conosciuti in ogni angolo del Mondo marziale.

Con passionalità e orgoglio, ogni singolo “pezzo” viene catalogato con una storia…solo pensare di mettere insieme una giornata di racconti fatti da GSB, non basterebbe un libro…

“Nell’antico Giappone feudale, i Bushi che praticavano il Kyu jutsu, venivano addestrati e disciplinati in modo da sviluppare un alto grado di indipendenza visiva e forte capacità di percezione dei particolari e dettagli, visualizzando i punti nevralgici dell’armatura del nemico.

In questo contesto, l’arte dell’arco si avvaleva di pratiche di concentrazione e controllo mentale, quali lo Zen ed altre”.

Con il Kyu jutsu, si amplia la pratica del Bushi nel complesso e complicato studio del Kobujutsu.

Attualmente la pratica più comune di tiro con l’arco tradizionale Giapponese, viene chiamata Kyu do (la via dell’arco).

 La sostituzione del termine “jutsu” è dovuta al fatto che, non avendo più finalità guerrafondaie, non ha senso l’interpretazione di Kyu jutsu inteso come “Arte di tiro con l’Arco per la guerra”!

Il fine del Kyu do, consiste nel raggiungere la conoscenza dello “spirito dell’arco” (yumi no kokoro), uno stato che viene indicato usando il termine Zen di Satori!

Il Kyu do non pone di fronte due contendenti, ma un arciere davanti ad un bersaglio.

Si può dire che il praticante si pone “di fronte a se stesso, ai suoi limiti, alle proprie capacità”.

Il tiro con l’arco non deve essere limitato al “colpire il bersaglio”, la tecnica gioca un ruolo marginale, deve essere assorbita nel “cuore e nello spirito”, ed applicato con naturalezza e spontaneità.

Ore di pratica con spunti e osservazioni di alto livello, un keiko da ricordare, quello di Oleggio, con una sinergia tra i partecipanti del tutto eccezionale!

Il taglio della freccia scagliata dall’arco di un euforico Cattaneo Sensei, con lo Shike imperscrutabile nonostante le frecce gli passino a pochi centimetri dal corpo: come si dice,… “quando c’è l’esperienza, il risultato arriva”!

Un’infinità di centri dei Corsisti, in piedi, in ginocchio, sdraiati (tecnica propria del Kyu jutsu da battaglia), persino la gara, è la prova di quanto i componenti del Team, vogliano crescere, comprendere, conoscere!

La conclusione con le foto di rito,  il ritiro delle armi e abbigliamento, un immancabile cerimoniale, tanto per comprendere quanto sia complessa  la “vita del Bushi”.

Al party, tra le vivande, stanchi ma sorridenti, si continua la lezione con un monologo di GSB, che tra aneddoti e racconti, illustra un “pezzo di storia” del Budo Internazionale.

Michele Julitta

GSB Team Component