Il GSB Team a Oleggio

23 Dicembre 2007

All’insegna della Tradizione

Si organizza ad Oleggio (NO), domenica 23 dicembre 2007, l’ultimo incontro annuale del GSB Team.

Come di consueto, prima di affrontare il training: appuntamento in un bar per la colazione.

Alle ore 9,00, tutti pronti con indosso il Keikogi Team.

La preparazione è laboriosa, le armi devono essere “pronte all’uso”: katane, iaito, bokuto, tessen, hambo, tambo!

La pratica si è evoluta, la conoscenza del Budo, si estende in modo esponenziale; il Koden Henshin ryu, è scuola di tradizioni antiche, Shike GSB, ne è consapevole, ad ogni incontro, ci “illumina di immenso”!

Al “rei”, la “danza del ventaglio”, i movimenti vengono analizzati con grande precisione: posture, respirazione, spirito;  tra i presenti traspare una grande concentrazione.

Nonostante le “defezioni Natalizie”, undici corsisti all’appello: lo scrivente (M° Julitta), direttore tecnico dell’ASD Sporting Oleggio, club ospitante, con il collaboratore Denis Sacchi, Sensei Luigi Cattaneo, “accompagnato” da Tino Bergomi e Massimo Manicone, Valerio Forti ed un suo allievo, Rita Casolo Ginelli, Stefano Draghi, Gianfranco Camerini e Giuliano Garbuio….pochi? No! Direbbe il nostro Shike: Assuesce unus esse (abituati ad essere solo)!

Pronti per le “mani nude”: il primo kata wjjko, si analizza a fondo.

Uno, due, tre “avversari”; atemi, nage, kansetsu waza, l’esercizio viene “testato” fino a comprenderne i più piccoli dettagli.

Il programma è studiato per diventare “tutt’uno” con lo studente; bisogna apprendere la tecnica di ju jitsu fino a che diventi joshin (autodifesa)!

È con il bokuto che si continua il keiko.

Il percorso della lezione è ancora lungo, ma lo Shike non ci “risparmia”, impostata la tecnica, “uno contro tutti”..la fatica si fa sentire, in special modo per i “non più giovani”; qualche attrezzo cede sotto i potenti colpi inferti, ma lo spirito è alto, i kiai echeggiano al di fuori del dojo, qualche passante, incuriosito, anche spaventato, cerca di comprendere cosa succede, ed alla vista dei “guerrieri armati di bastone”, continua incredulo il proprio cammino!

Con il “saluto alla Katana”, i kata.  Molte le delucidazioni chieste dagli adepti.

 I kata, dice lo Shike, hanno diverse interpretazioni, bisogna dare importanza al saho, alle movenze e posture.

Dopo tre ore di studio, nel cortile del dojo, con il termometro a 0°, il Suemonogiri (il rito del taglio del bambù)!

La scuola, da molta importanza a questa esercitazione!

 Il “Samurai moderno”, non ha possibilità per esercitarsi realmente “nell’arte della guerra”, il taglio del bambù è la pratica per verificare come si sono apprese le tecniche!

Tutto è importante, il Katana, l’impugnatura, il polso, l’anca, la distanza, ecc., nulla deve essere tralasciato; non parliamo poi del bambù, lo spessore, la durezza, la lunghezza, il diametro! Non dimentichiamo che il bersaglio, è “solo appoggiato”, e deve essere tagliato nell’attimo in cui viene colpito..il che  non è proprio semplice..!

Decine di prove; “quasi congelati” si termina con la classica foto ricordo..ci prodighiamo per arrivare ad un “orario decente” al ristorante, dove, festeggiando le prossime festività, si discute di tutto, anche delle “occhiate dei passanti”;..alla vista di “quei matti” con le spade in mano, chissà cosa hanno pensato.  Mi viene in mente un antico detto.

“L’aquila non captat muscas”! (L’aquila non si cura delle mosche).

 

Michele Julitta

GSB Team Component