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K A R A T E

M e t o d i    o     P r i n c i p i

dell’Allenamento

 

RELATORE : M° Michele Iulitta

 

I metodi o principi dell’allenamento sono una guida indispensabile per praticare qualunque attività motoria.

Mi sono reso conto della necessità dei katatekas di avere un metodo comune per apprendere ed assimilare le numerose tecniche conosciute.

Un metodo di lavoro costituisce una guida importante per ogni adepto, poichè rammenta gli obbiettivi da raggiungere e spinge ad una riflessione sui mezzi utilizzati ed i risultati ottenuti.

Il tempo trascorso a programmare, è un risparmio durante l’allenamento, inoltre riduce lo stress.

E’ importante per la valutazione, cioè la determinazione della misura di ogni obbiettivo raggiunto, della qualità tecnica e competenza, come tecnica di verifica di esperimenti e sull’efficacia di alcuni sistemi.

La lettura è rivolta a tutti i praticanti; principianti, esperti, insegnanti, che si dedicano alla pratica e studio del karate.

Data la complessità dell’argomento, con questo, la trattazione non si esaurisce.

 

 

PARTE A:

RIFERITO ALLA PREPARAZIONE ATLETICA ED EDUCAZIONE MOTORIA

 

(1) METODO DI PREPARAZIONE ALLA CAPACITA’: EQUILIBRIO

Costituisce una della capacita’ di base per l’apprendimento delle tecniche del karate, visto che molte di esse si effettuano con l’appoggio di un solo arto inferiore. Gli esercizi consistono nel trovare una condizione di equilibrio precario e fare in modo che l’adepto mantenga o riprenda la condizione ottimale. Le esercitazioni possono essere effettuate da soli o in coppia, con il sistema dell’allenamento progressivo, del tempo e difficoltà.

(2) METODO DI PREPARAZIONE ALLA CAPACITA’: ORIENTAMENTO NELLO SPAZIO

Consiste nella capacità di valutare la direzione dei movimenti. Si esercita con movimenti simmetrici direzionati semplici, divisi da tempi sempre più veloci.

(3)METODO DI PREPARAZIONE ALLA CAPACITA’: DIFFERENZIAZIONE    CINESTETICA

E’ la capacita’ di rendersi conto delle posizioni reciproche delle varie parti del corpo. Consiste nel programmare dei movimenti obbligati nello spazio con feed back uditivo (richiamo del tecnico al comportamento cinestetico dell’atleta/adepto).

(4) METODO DI PREPARAZIONE ALLA CAPACITA’: RITMIZZAZIONE

Consiste nel programmare dei movimenti in successione ritmica, attraverso l’organizzazione cronologica delle contrazioni e decontrazioni muscolari.

(5) METODO DI PREPARAZIONE ALLA CAPACITA’: ACCOPPIAMENTO   COMBINAZIONE MOTORIA

Consiste nel combinare e mettere nella giusta successione movimenti diversi tra di loro.

(6) METODO DI PREPARAZIONE ALLA CAPACITA’: ADATTAMENTO/TRASFORMAZIONE

Consiste nel codificare dei movimenti in successione e obbligare a variarli con la presenza di condizioni di imprevedibilita’.

(7) METODO DI PREPARAZIONE ALLA CAPACITA’: FLESSIBILITA’

Capacita’ fondamentale per la pratica del karate, la mobilita’ articolare, è importante sia per l’apprendimento ed il perfezionamento dei gesti tecnici che per la prevenzione agli infortuni. E’ opportuno dedicare buona parte dell’allenamento. I metodi utilizzati sono molti (alcuni piu’ indicati per le caratteristiche morfologiche di ogni singolo allievo). Piu’ conosciuto è il metodo Anderson; 15 sec. di tensione facile, relax 3/5sec, tensione di sviluppo 15 sec.

(8) METODO DI PREPARAZIONE ALLA CAPACITA’: DECONTRAZIONE   MUSCOLARE

Consiste nell’eseguire un movimento in contrazione e provocare un rilassamento nel piu’ breve tempo possibile.E’ determinante sviluppare questa capacita’ per l’apprendimento di tecniche specifiche del karate.

(9) METODO DI PREPARAZIONE ALLA CAPACITA’: FORZA

Consiste nel ricercare movimenti elementari per aumentare progressivamente questa capacità condizionale.Di solito si utilizzano metodi di contrazione dinamica, a set e ripetizioni sempre piu’ intensi con o senza carichi (piegamenti sulle braccia, flessioni sulle gambe, piegate ecc.). Si utilizzano anche esercizi isometrici passivi, (si produce tensione e non lavoro; es:"squat" compagno sulla schiena).

(10) METODO DI PREPARAZIONE ALLA CAPACITA’: VELOCITA’

Possiamo indicare questa capacita’ anche con il termine "rapidita";  il modo di eseguire nel minor tempo possibile un movimento singolo superando resistenze di scarsa entità ". Per velocita’ si intende, "la capacita’ di eseguire in tempi brevi una serie di movimenti rapidi concatenati per eseguire un gesto complesso". Determinante per la pratica del karate. Non è una qualità pura, essa deriva da un serie complessa di fattori; tra le capacità condizionali è quella meno migliorabile. L’allenamento è da collocarsi nelle prime fasi di operatività; deve essere effettuato con gesti di intensità massima o sub-massima; il volume delle esercitazioni non potrà essere elevato, le pause di lunghezza tale da assicurare un recupero totale; stimoli di elevata intensità, massima la tensione ed attenzione dell’adepto.

(11) METODO DI PREPARAZIONE ALLA CAPACITA’ : RESISTENZA

Capacità di protrarre nel tempo uno sforzo senza che si verifichi un sensibile calo di rendimento. Contrastare l’affaticamento. Si chiamano in causa i sistemi dell’organismo, (cardiocircolatorio, respiratorio) con interesse dell’apparato muscolare. L’impostazione errata del lavoro per la resistenza può compromettere, in special modo nell’ età giovanile, la possibilità dello sviluppo ottimale nel futuro sportivo del soggetto. L’ATP costituisce il "carburante" indispensabile per realizzare un lavoro. Quando l’organismo comincia a "bruciarne" una quantità, anche ridotta, deve mettere in moto meccanismi che gli consentono di ricostituire la scorta necessaria per poter continuare l’attività. Tali meccanismi risultano legati all’intensità ed alla durata del lavoro. Considerando che nell’ambito dei processi anaerobici, la ricostituzione dell’ATP può essere alattacida (cioè senza produzione di Acido Lattico) o lattacida (con produzione di AL); Si ha questa classificazione:

ANAEROBICI ALATTACIDI

(utilizzazione dei fosfati)

ANAEROBICI LATTACIDI

(processi glicolitici)

AEROBICI (od ossidativi)

Programmare un lavoro che comprende un notevole aumento della capacità alla resistenza non è un compito facile, ma è indispensabile trovare spazi e metodi opportuni, in quanto , l’organismo ha i migliori risultati quando si porta alle soglie dell’affaticamento. In teoria, l’allenamento dovrebbe essere il più possibile individualizzato; il modo migliore di affrontare questo problema, è quello di dividere i soggetti in piccoli gruppi o coppie e proporre, ad ogni singolo gruppo o coppia, dei ritmi e tempi più vicini alle loro possibilità medie. Si dovrà dare importanza all’intensità del lavoro, che determina le diverse forme di adattamento dell’organismo.

La determinazione deriva da:

Velocità di esecuzione dell’esercitazione

Durata dell’esercitazione

Numero delle esecuzioni

Durata degli intervalli tra un’esercitazione e l’altra

Tipo di attività svolta nell’intervallo

 

PARTE B:

RIFERITO ALLE TECNICHE BASE O KIHON (MUOVERSI CON ENERGIA)

 

(1)METODO DI ALLENAMENTO DELLE TECNICHE DI BASE, CON SISTEMA ACICLICO ORDINARIO

Consiste nel combinare una serie di tecniche di base(es:oizuki gyaku zuki mae geri) e ripeterla continuamente cambiando disposizione (es:mae geri gyaku zuki oi zuki) per un tempo medio

(2) METODO DI ALLENAMENTO DELLE TECNICHE DI BASE, CON SISTEMA ACICLICO COMBINATO

Consiste nel combinare 3-4 movimenti cambiandoli continuamente,istintivamente, per un periodo breve

(3)METODO DI ALLENAMENTO DELLE TECNICHE DI BASE, CON SISTEMA CICLICO ORDINARIO

Consiste nel proporre una tecnica di base (es:oi zuki) e ripeterla continuamente per un tempo lungo

(4) METODO DI ALLENAMENTO DELLE TECNICHE DI BASE, CON SISTEMA CICLICO COMBINATO

Consiste nel proporre piu’tecniche di base combinate (es:age uke gyakuzuki) e ripeterle continuamente per un periodo medio/lungo

(5) METODO DI ALLENAMENTO DELLE TECNICHE DI BESE, CON FEET BACH VISIVO (SPECCHIO)

Consiste nel proporre delle tecniche di base che vengono riflesse attraverso specchi l’atleta/adepto dovra’ indirizzare l’attenzione sugli errori commessi

(6) METODO DI ALLENAMENTO DELLE TECNICHE DI BASE, CON CONTRAZIONE PARZIALE

Consiste nell’esercitarsi con una combinazione di tecniche e provocare una contrazione muscolare esclusivamente sulla parte muscolare interessata a "colpire il bersaglio" (es:oi zuki: avambraccio, bicipite tricipite branchiale, deltoideo).

(7) METODO DI ALLENAMENTO DELLE TECNICHE DI BASE, CON CONTRAZIONE TOTALE

Consiste nell’esercitarsi con una tecnica, e provocare una contrazione muscolare, coinvolgendo il più possibile fibre e gruppi muscolari. Questo tipo di allenamento molto utilizzato nel karate tradizionale e’ conbinato con una particolare respirazione. Tutta l’"energia" deve essere concentrata sul bersaglio;si immagazzina una quantità di aria che viene"spinta con forza" verso il basso addome (tandem), più esattamente nell’hara (puntosituato fisiologicamente nel baricentro del corpo; e dove per la filosofia orientale, e nonsolo, si individua il KI o energia vitale), dopo avere effettuato la tecnica immediatamentesegue la decontrazione. Questa metodologia non è esclusiva del Karate do. La pratica comporta una assoluta padronanza tecnica, conoscenza del proprio corpo, e avvia l’adepto in un "mondo particolare", quello della "filosofia" inteso come principio della performance, non soltanto fisica, ma soprattutto mentale.

(8) METODO DI ALLENAMENTO DELLE TECNICHE DI BASE, CON BERSAGLIO FISSO

Consiste nel proporre tecniche singole o combinate, avendo come bersaglio uno "scudo  colpitore" tenuto da un partner in una posizione "fissa". Gli  scudi colpitori, potranno essere di varie misure e "durezza" a seconda dell’abilita’ del soggetto.  La gradualita’, l’adattamento, i ritmi, la potenzialita’ del contatto sul bersaglio sono fattori che influiscono in modo  determinante in questo tipo di esercitazione.

(9) METODO DI ALLENAMENTO DELLE TECNICHE DI BASE, CON BERSAGLIO MOBILE

Allenamento di tecniche combinate (precedentemente predisposte o libere) a contatto di uno scudo colpitore,tenuto da un partner che si sposta, in modo preordinato o libero nelle varie direzioni. Resistenza, velocità, abilità, coordinazione, intuito, sono di fondamentale importanza. L’atleta dovrà avere acquisito, padronanza della tecnica. E’ indicato prevalentemente, per agonisti od esperti.

(10) METODO DI ALLENAMENTO DELLE TECNICHE DI BASE, CON LAVORO ANAEROBICO ALATTACIDO

Allenamento della capacita’ di reazione o velocità. Come è stato in precedenza accennato, questo tipo di esercitazione, puo’ essere effettuato, nelle prime fasi dell’allenamento; o comunque l’atleta dovra’ essere in uno stato di "recupero totale". L’intensità delle tecniche sara’ massimale o sub massimale. Lo sforzo di breve durata 6/8 sec.. Questa fase non utilizza ancora l’ossigeno derivante dalla respirazione, quindi si dice anaerobica; finora dal momento che si riteneva non producesse AL, veniva detta anche alattacida; si potrebbe chiamare anche anaerobica iniziale.

(11) METODO DI ALLENAMENTO DELLE TECNICHE DI BASE, CON LAVORO ANAEROBICO LATTACIDO

L’esercitazione delle tecniche di base, dovra’ essere protratta per un tempo(superiore agli 8 sec. circa) che ci consente di fare uno sforzo vicino al massimale senza un calo di rendimento. Con questa esercitazione, si e’ in grado di sviluppare una buona potenza, consente all’atleta di eseguire con notevole frequenza, contrazioni rapide e potenti, con l’energia sviluppata dalla scissione del glicogeno. Queste reazioni chimiche realizzate causa la "frequenza dell’impegno svolto", non hanno pero’ la possibilita’ di utilizzare l’ossigeno portato in circolo dal sangue, per questa ragione vengono dette anaerobiche. Tali processi hanno, come residuo finale, (in una serie di trasformazioni chimiche), la produzione di acido lattico;percio’ vengono dette "lattacide". E’ importante sapere, che in seguito alle reazioni anaerobiche alattacide e lattacide e’ necessario l’utilizzo dell’ossigeno per ritornare alla condizione di partenza. Non potendo averne a disposizione subito per coprire totalmente le esigenze organiche, si dice che si contrae un "debito di ossigeno", cioe’ l’organismo esegue ugualmente lavori che paghera’ dopo.

Il debito iniziale per la ricostituzione dell’ATP e della fosfocreatina nei muscoli (anaerobico alattacido)viene pagato molto rapidamente, subito dopo la cessazione del lavoro(o anche durante la pausa o recuperi),mentre quello dell’eliminazione dell’AL (anaerobico lattacido) viene pagato in un tempo che puo’ variare da alcuni minuti ad un’ora, fino a casi estremi alcune ore.

Bisogna però osservare che, in gran parte dei casi in cui si deve protrarre lo sforzo (e per questo non risulta massimale o sub massimale), entrano in gioco, per la ricostituzione dell’ATP, anche i meccanismi aerobici, che vengono cosi’ chiamati quando si utilizza l’ossigeno proveniente dalla respirazione. Un lavoro che puo’ essere definito misto.

(12) METODO DI ALLENAMENTO DELLE TECNICHE DI BASE, CON LAVORO AEROBICO (OD OSSIDATIVO)

Si eseguiranno tecniche di base per un tempo lungo, mantenendo lo sforzo (velocita’, potenza) non elevato. In questi casi l’ossigeno, immesso con la respirazione,  portato in circolo dal sangue, puo’ sopperire, in quanto sufficiente alla necessita’ di ricostituzione dell’ATP. Tali reazioni, che utilizzano l’ossidazione del glucosio, hanno una potenza pari a circa 1/4 o poco piu’ rispetto al meccanismo anaerobico alattacido, ma e’ elevata la possibilita’ di protrarne l’utilizzo per molto tempo. Il residuo finale di questa reazione ossidativa e’ principalmente, l’anidride carbonica, che viene eliminata prevalentemente attraverso gli atti respiratori.

La velocità limite e’indicata dalle soglia anaerobica. Andando sopra di essa, si mettono in moto in modo i meccanismi anaerobici alattacidi. E’ importante sapere che le fibre rosse (lente o slow), presenti nei muscoli, sono ricche di enzimi ossidativi, quindi particolarmente portate al lavoro di resistenza, mentre le fibre bianche (rapide o fast) capaci di contrazioni rapide, denotano la presenza di quantità enzimatiche glicolitiche.

 

PARTE C:

RIFERITO ALLE FORME (KATA; TECNICHE EFFETTUATE CON UNO SCHEMA -HEMBUSEN - CHE FORMA UN COMBATTIMENTO IMMAGINARIO CON UNO O PIU’ AVVERSARI).

 

(1)METODO DI ALLENAMENTO DEI KATA CON SISTEMA   "GLOBALE".

Si allena il kata nel suo "insieme totale". Metodo tradizionale di studio perchè mormalmente più motivante per l’atleta. Si consiglia di verificare la complessità della forma, la capacità di memorizzazione dell’adepto e tutte le varie capacità che seguono con l’individualizzazione di ogni singolo soggetto.

(2)METODO DI ALLENAMENTO DEI KATA CON SISTEMA "ANALITICO".

Si allena il kata diviso in tante sottounità o frazioni. In questo caso la complessita’ della forma, viene analizzata attentamente nelle singole parti, le quali, una volta apprese, vengono assemblate ed eseguite nel suo insieme attraverso l’esecuzione ottimale dello schema.

(3)METODO DI ALLENAMENTO DEI KATA CON FEED BACH  UDITIVO.

Il kata, viene allenato con il contributo dell’insegnante, il quale scandisce i comandi delle singole tecniche o combinazioni ed analizza ed indica i movimenti adeguati, informando l’adepto sul metodo adatto di rappresentazione.

(4)METODO DI ALLENAMENTO DEI KATA CON FEED BACH  VISIVO (SPECCHIO).

Il kata viene "riflesso" (con metodo globale od analitico) attraverso specchi. L’atleta (di solito in collaborazione con il proprio tecnico) dovrà indirizzare l’attenzione verso gli errori commessi.

(5)METODO DI ALLENAMENTO DEI KATA CON  "INSEGNAMENTO IDEOMOTORIO".

Consiste nell’immaginare la sequenza dei gesti del kata, non eseguendola realmente bensì vivendola mentalmente. Consente di ricreare esperienze sensoriali e percettive connesse ai   movimenti. L’atleta è consapevole di queste esperienze e può regolarne lo sviluppo. L’immagine mentale può essere esterna o interna. Per mezzo dell’immagine interna, a carattere cinestetico, l’atleta si percepisce come se stesso eseguendo in quel preciso momento il gesto tecnico. Attraverso l’immagine esterna l’atleta si vede dalla prospettiva di un osservatore esterno, come se stesse osservando il film di se stesso.

(6)METODO DI ALLENAMENTO DEI KATA CON FEED BACH   "INTERNO" ED "ESTERNO".

Il feed bach esterno" è il rapporto tra la risposta informativa del tecnico, ai comportamenti motori messi in atto dall’atleta dopo, o durante, l’esecuzione di un kata. Indicazioni, suggerimenti, correzioni degli errori, l’attenzione posta su un particolare o parte del corpo.Questo, comunque dovra’ essere il più integrato con il "feed bach interno" dell’atleta, quindi il flusso di sensazioni che egli stesso prova eseguendo i movimenti del kata e delle valutazioni consapevoli che ne fa.

(7)METODO DI ANALISI DEI KATA CON FEED BACH VISIVO (FILMATO).

Attraverso la valutazione di un filmato di un Kata, si dovrà instaurare, una "lettura didattica", che si deve trasformare in situazione gratificante, in cui vanno sottolineati i miglioramenti (ma anche le insufficienze) dell’adepto messi in evidenza.

 

PARTE D:

RIFERITA ALL’ALLENAMENTO DEL COMBATTIMENTO(KUMITE-INCONTRO DI MANI-APPLICAZIONE PRATICA DELLE TECNICHE DI KARATE).

 

(1) METODO DI ALLENAMENTO AL COMBATTIMENTO PER LA VELOCITA’ DI BASE O GENERALE.

Consiste nel programmare l’allenamento di tecniche base, con cui l’atleta realizza la massima performance cinestetica, e aumentare mediante l’intensità ed i ritmi imposti" l’assimilazione tecnica" migliorando la velocità.

(2) METODO DI ALLENAMENTO AL COMBATTIMENTO PER LA VELOCITA’ DI REAZIONE.

Capacità di grande importanza per il karate."E’ quel presupposto fisico della prestazione che permette all’uomo di reagire con una determinata velocità a stimoli segni e segnali".Deriva dall’insieme di tempi di percezione dello stimolo, della sua elaborazione del sistema nervoso e della risposta motoria.Varia con l’età, raggiunge valori massimi tra i 18-20 anni e li conserva fino a 35-40, per poi declinare con una certa gradualità. E’ molto determinante per il kumite per il fattore "anticipazione", la cui analisi complessa, si basa sul cosiddetto "intuito", che si rileva nell’osservazione dei movimenti del partner, mediante "l’osservazione".Nonostante la capacità di reazione sia praticamente innata, nella pratica del kumite si può "assimilare" se l’allenamento viene effettuato costantemente, con "partner diversi" e con una volontà "massimale o sub massimale".

(3) METODO DI ALLENAMENTO AL COMBATTIMENTO PER LA CAPACITA’ DI ACCELLERAZIONE.

E’ l’allenamento successivo alla reazione, è correlato alla capacità di forza degli arti inferiori (quando si deve spostare il proprio corpo).E’ necessario utilizzare il più possibile i vari spostamenti, durante gli allenamenti di jiyu kumite e non solo.

(4) METODO DI ALLENAMENTO AL COMBATTIMENTO PER LA RESISTENZA ALLA VELOCITA’.

Nonostante i praticanti di karate, pensino non serva uno sforzo prolungato per mettere in pratica le tecniche di base; praticare costantemente allenamenti che permettono al soggetto di mantenere una velocità massima per 6/8’’, per un tempo lungo, darà luogo al miglioramento della "resistenza alla velocità".

(5) METODO DI ALLENAMENTO AL COMBATTIMENTO CON PARTNERS.

E’ l’allenamento classico del kumite.Il partner, non dovrà essere soltanto un "avversario o bersaglio da colpire".Praticare significa che corpo, spirito, cortesia giusta etichetta, sintonia con i compagni, siano aspetti fondamentali. E’ necessario che il partner sia "specchio riflesso di se stessi". Si può considerarsi "veri praticanti" quando gli aspetti sopra elencati, hanno raggiunto un equo livello. Il kumite deve essere attività che rende padroni di tutti i movimenti del corpo, liberamente ed uniformemente.Si dovranno eseguire, attacchi, parate, spostamenti, contrattacchi "esplosivi" impiegando la tecnica appropriata, e la massima determinazione e potenza nel più breve tempo possibile.E’ necessario sottolineare, che la tecnica del karate tradizionale, deve essere portata con il controllo prima del contatto con il bersaglio "sun dome".Conseguenza è di sanare la contraddizione che sussiste tra l’espressione della potenzialità della tecnica controllata e l’effettiva "veridicità" della tecnica stessa. La consapevolezza quindi che la tecnica controllata sia "definitiva" se incontrollata.Il problema diviene di scarsa importanza se il karate viene visto, come "metodo di formazione psico fisica per l’adepto".

(6) METODO DI ALLENAMENTO AL COMBATTIMENTO CON PIU’ PARTNERS.

Allenamento per esperti od agonisti, si programma con la collaborazione di uno o più partners, a seconda delle peculiarità del soggetto. I compagni in "fila indiana" che eseguono uno dopo l’altro le tecniche; od in cerchio con al centro l’uke, che si organizza per la difesa. Oppure l’allenamento al jiyu kumite con due "avversari".E’ evidente che la pratica di questi metodi, comporta una totale padronanza della tecnica, e delle capacità motorie e psico fisiche precedentemente elencate.Di determinanza fondamentale, una buona preparazione generale, in quanto, ritmo, reazione, intuito, strategia sono intensi.E’ evidente che un fattore importante, lo gioca il tecnico, egli dovrà essere "padrone assoluto del tatami".

(7) METODO DI ALLENAMENTO AL COMBATTIMENTO CON SISTEMA IDEOMOTORIO.

E’ il rappresentare mentalmente i movimenti effettuati. Deve favorire l’apprendimento e la preparazione di una competizione o manifestazione. Si impara ad autoregolare la propria attivita’ mentale in modo efficace per l’allenamento; la ripetizione dovrebbe essere l’ultima fase del pre gara.

(8) METODO DI ALLENAMENTO AL COMBATTIMENTO PER LA CAPACITA’ INTELLETTUALE CONOSCITIVA.

Allenarsi significa sviluppare capacità ed abilità per affrontare con efficacia e padronanza situazioni di elevata complessità.E’ necessario integrare le proprie conoscenze relative all’applicazione degli o dello sport o specializzazione che sviluppiamo.Per praticare kumite è necessario approfondire anche le nostre conoscenze culturali e sviluppare la capacità di apprendimento.

(9) METODO DI ALLENAMENTO AL COMBATTIMENTO PER LA CAPACITA’ TATTICO STRATEGICA.

La pratica del kumite (in special modo agonistico) prevede lo studio della tattica e strategia. E’ necessario organizzare, durante i cicli di preparazione, lezioni che riguardino specificatamente l'apprendimento di queste capacità.

(10) METODO DI ALLENAMENTO AL COMBATTIMENTO CON FEED BACH UDITIVO.

Metodo utilizzato frequentemente nei dojo. Il tecnico programma l’allenamento del kumite "scandendo i comandi". Organizza varie tecniche di attacco, parata e contrattacco, impostando i ritmi a seconda delle peculiarità dei soggetti in azione. Ottimo metodo per migliorare la capacità di reazione, ritmizzazione, adattamento e trasformazione.

(11) METODO DI ANALISI DEL COMBATTIMENTO CON FEED BACH VISIVO (FILMATO).

E’ estremamente importante per gli allievi, stimolare il loro interesse con filmati, verificare i propri errori, le migliori peculiarità, rivivere, gestualità e sensazioni. Inoltre anche dal punto di vista culturale e tattico strategico, la verifica in gruppo di filmati e tornei interessanti, dovrà essere programmato nei cicli annuali di preparazione.

 

E’ INTERESSANTE NOTARE, CHE TUTTI I METODI ANALIZZATI POSSONO ESSERE SVILUPPATI:

 

IN SPAZI RIDOTTISIMI

CON NESSUN EQUIPAGGIAMENTO PARTICOLARE

IN TEMPI BREVI

DA SOLI O IN GRUPPO

COME ATTIVITA’ MOTORIA GENERALE

COME PREPARAZIONE FISICA SPECIFICA

COME ATTIVITA’ AGONISTICA

COME ATTIVITA’ FISICA COMPLEMENTARE

PER DIFESA PERSONALE

PER LA FORMAZIONE, SVILUPPO, MIGLIORAMENTO DEL CARATTERE, AUTOCONTROLLO, PSICHE.