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ELETTROSTIMOLAZIONE

Introduzione.

L’elettrostimolazione è uno dei mezzi di allenamento a disposizione per conservare o migliorare alcune qualità fisiche.

Sarà l’utilizzo sinergico di più variabili che porterà al conseguimento di un risultato.

E’ necessario conoscere le leggi biologiche fondamentali che governano i processi di adattamento per progettare un idoneo piano di lavoro.

L’elettrostimolazione ha cominciato a diffondersi in ambito preventivo e riabilitativo, inoltre ha preso piede nell’allenamento sportivo, estetica, fitness, dimostrando la propria validità, sempre che venga correttamente applicata.

...I primi passi scientifici, che riguardano l’elettricità come proprietà terapeutica, vengono mossi da GALVANI 1791 "De Viribus eletricitatis in motu musculari".

Poi da DUCHENNE DE BOULOGNE ,1820 - punti motori della stimolazione - .

FARADAY, 1831 - correnti faradiache - .

DU BOIS Reymond, 1849 - variazioni di intensità della corrente elettrica - .

WEISS, 1901 - getta le basi sulla moderna stimolazione - .

Nel 1909 i coniugi LAPIQUE calcolano il rapporto ottimale, intensità/tempo (i/t dell’impulso), che risulta specifico per ogni distretto muscolare.

Nel 1916 ADRIAN evidenzia la differenza delle curve i/t tra muscolo normoinnervato e denervato.

Nel 1961 LIBERSON utilizza la stimolazione elettrica nelle lesioni neuronali.

Nel 1965 MELZACK e WALL gettano le basi teoriche sulla successiva nascita della TENS (sistema gate-controll) e della elettroagopuntura (stimolazione antalgica).

In campo sportivo, l’elettrostimolazione viene introdotta da Y.M.KOTZ, 1970, con l’utilizzo dell’omonima corrente, detta anche russa, di tipo sinosoidale a 2500 HZ, modulata a 50 HZ (Borzof olimpionico ’72).

Fino alle esperienze più recenti, del francese G.COMETTI, 1988, con utilizzo delle correnti di Kotz e delle prime e più moderne correnti ad impulso quadro.

(Fino dai tempi antichi, comunque, l’uomo era a conoscenza delle proprietà terapeutiche della corrente elettrica, che veniva fruttata utilizzando alcuni elementi naturali, quali particolari minerali o pesci elettici come per esempio la torpedine, usata per la cura di alcuni disturbi comuni, mal di testa, nausea, infiammazioni e perfino le emorragie).

L’ECO E L’IMPORTANZA ATTRIBUITE ALL’ELETTROSTIMOLAZIONE, SIA COME FONDAMENTALE STRUMENTO DEI TRAINERS MODERNI, SIA COME TECNICA AGGIUNTIVA ED INTEGRATIVA DEI PROTOCOLLI DI RIABILITAZIONE, HANNO PERMESSO DI RIDEFINIRNE I RUOLI E LE MOTIVAZIONI.

RIABILITAZIONE

Nella riabilitazione la motivazione risulta ad essere in relazione ad aspetti "fisiologici", infatti si inserisce a livello elettrico per sostituire il normale impulso nervoso.

L’elettrostimolazione eccitomotoria è tecnica riabilitativa quando l’utilizzo di una corrente elettrica prodotta autonomamente da un generatore è capace di indurre potenziali d’azione a livello delle cellule eccitabili e dunque contrazioni muscolari, senza che il resto dell’apparato locomotore sia direttamente coinvolto.

Ciò significa assenza di ulteriori traumi, assenza di complicazioni determinate dall’alterata psicomotricità, possibilità di verifica diretta e costante del decorso post-traumatico e dell’intero protocollo rieducativo.

Spesso accorcia i tempi della guarigione funzionale.

PREPARAZIONE ATLETICA

L’elettrostimolazione è ormai considerata una tecnica aggiuntiva ed integrativa dei protocolli di preparazione atletica professionistica o amatoriale in quanto soddisfa le esigenze di un allenamento moderno (necessità continua di variare gli stimoli ed i mezzi allenanti, secondo il principio della differenziazione).

Permette inoltre la personalizzazione e l’individuazione del carico allenante in maniera rapida e precisa, aspetto determinante tra i professionisti, nei quali si deve sapientemente modulare l’impegno psicofisico durante l’intera stagione agonistica.

Nei contact sports (calcio, basket, rugby, ecc.) e negli impegni agonistici ravvicinati, nonchè in particolari condizioni climatiche, l’elettrostimolazione rappresenta una strategia per evitare e diminuire la probabilità degli infortuni, addirittura garantendo all’atleta un surplus allenante.

Inoltre negli sports che richiedono una ripetizione del gesto con coordinazione e potenza (tennis, ciclismo, nuoto, golf, ecc.) l’elettrostimolazione permette di allenare con precisione e isolamento muscolare quei distretti a rischio. Ad esempio un potenziamento preventivo in condizioni standard dei muscoli dell’avambraccio potrebbe preservare un tennista dall’insorgere della patologia infiammatoria chiamata gomito del tennista (epicondelite).

Occorre ricordare che l’elettrostimolazione stimola l’ipertrofia del muscolo ma non la coordinazione motoria.

ESTETICA

La vasodilatazione, il rinnovo della microcircolazione sanguigna e del drenaggio linfatico costituiscono alcuni degli aspetti che motivano l’interesse e l’impiego dell’elettrostimolazione in campo estetico.

Queste caratteristiche, che rappresentano del resto gli aggiustamenti indotti dal training aerobico, collocano l’elettrostimolazione nel campo dell’estetica e nelle cure per la bellezza.

Gli aspetti estetici non riguardano solo l’attività drenante e lipolitica.

Infatti la possibilità di modificare con estrema precisione il trofismo di alcune zone muscolari permette di modellare con maggiore efficacia rispetto al singolo allenamento i profili delle zone desiderate.

I fondamenti scientifici dell’elettrostimolazione la fanno ritenere come un’attività sufficientemente sicura e dunque adatta a questo scopo, a patto che i protocolli specifici siano applicati con buon senso da un professionista esperto.

ANTALGICA E DECONTRATTURANTE

Le contratture muscolari sono riscontro frequente sia negli sportivi che nei sedentari, per motivi opposti.

Lo sportivo a causa di microtraumi ripetuti o in caso di esaurimento muscolare.

Il sedentario perchè l’ipotonia e ipotrofia muscolare che lo caratterizza fà si che i muscoli non riescano a stabilizzare e muovere le articolazioni con la dovuta coordinazione.

Questo genera esaurimento muscolare e microtraumi anche in condizioni di carico moderato.

Particolari protocolli come ad esempio le TENS sono indicati nella risoluzione di questo stato di tensione e dolore muscolare.

L’individuazione delle motivazioni è la prima tappa del metodo applicativo per una corretta elettrostimolazione.

NEI CONTACT SPORTS E NEGLI IMPEGNI AGONISTICI RAVVICINATI L’ELETTOSTIMOLAZIONE RAPPRESENTA UNA STRATEGIA PER EVITARE E DIMINUIRE LA PROBABILITÀ DEGLI INFORTUNI, ADDIRITTURA GARANTENDO ALL’ATLETA UN SURPLUS ALLENANTE.

SCHEMA PERCORSO APPLICATIVO

ANATOMIA DESCRITTIVA

Per individuare i punti di repere occorre conoscere l’origine e l’inserzione dei muscoli da stimolare. Attenzione alle variabili individuali: per questo, la ricerca dei punti deve essere fatta ogni volta.

ANATOMIA FUNZIONALE

Permette di valutare un approccio più globale che tiene conto delle interazioni dei diversi gruppi muscolari sulle diverse articolazioni.

 

INDIVIDUAZIONE DEI PUNTI DI REPERE

ANALISI DELLE VARIABILI

-scelta degli obbiettivi, che permette innanzitutto la scelta della priorità in funzione di un programma allenante;

-scelta del campo elettrico in funzione dell’obbiettivo da raggiungere;

-scelta degli elettrodi determinata da variabili antopometriche individuali.

VALUTAZIONE DELLE VARIABILI

Stato della cute, entità del pannicolo adiposo, morfologia muscolare e altri aspetti ambientali minori(temperatura della cute, umidità nell’aria, umidità della pelle, umidità degli elettrodi) possono influire sulla costruzione dei campi elettrici.

SCELTA DEL PROTOCOLLO

Verifica del corretto posizionamento degli elettrodi ed eventuale riassetto in funzione della verifica dell’effettivo isolamento muscolare o delle sensazioni fisiche individuali.

START UP

Soltanto rispettando e verificando i contenuti dei punti precedenti è possibile iniziare il protocollo prescelto.

 

LE CORRENTI:

EMS (elettrostimolazione muscolare)

Adatta per i programmi di lavoro sportivo, differenziando il tipo di fibra che si intende stimolare, per il diverso obbiettivo proposto:

FORZA-RESISTENZA-FORZA ESPLOSIVA-TONIFICAZIONE-MASSA MUSCOLARE

TENS (trans electrical nerv stimulation)

Correnti di tipo antalgico:

-Correnti che producono un effetto antalgico immediato grazie ad un’azione inibitoria sulle afferenze nocicettive (dolore) a livello spinale.

Questo tipo di stimolazione viene prodotto tipicamente con frequenza di 80 Hz e impulsi della durata di 180 microsecondi e la corrente viene applicata in modo continuo (tens costante).

-Correnti che producono un rilascio di beta-endorfine attraverso la stimolazione del sistema endorfinico.

Queste correnti appartengono al tipo tens burst ed hanno un’azione antalgica a insorgenza più lenta ma più duratura nel tempo delle tens costanti.

MENS (microcurrent electrical neuromuscolar stimulation)

Le microcorrenti, a differenza delle terapie convenzionali che si basano sull’uso di correnti elettriche caratterizzate da intensità elevate (milliampere mA), le mens utilizzano correnti nell’ordine dei microampere m A.

Questa corrente così blanda è al di sotto della soglia di percezione e per tale motivo non viene assolutamente percepita dal paziente.

La terapia mens offre molteplici vantaggi:

-sicurezza

-confort

-rimozione del dolore sia acuto che cronico

-rigenerazione accellerata dei tessuti danneggiati e rapida guarigione di ferite, cicatrici e fratture ossee

-sintesi delle fibre collagene, che sono deputate a mantenere l’elasticità della pelle

-assenza di effetti collaterali e complicazioni

Mentre le tens agiscono secondo due meccanismi ben conosciuti( gate control ed il rilascio di endorfine nel liquor spinale) ed hanno un’effetto antalgico diretto sulla componente sensitiva del dolore ma limitato nel tempo, le correnti mens se ne differenziano perchè il dolore viene eliminato agendo sulle cause e promuovendo la rimozione delle stesse.

-Le correnti mens si propagano attraverso i vasi sanguigni, che offrono una bassa resistenza elettrica al passaggio della corrente. Durante questo processo i capillari stimolati dal passaggio della corrente si dilatano aumentando il flusso sanguigno. Ciò produce un’accelerazione della scomposizione di sostanze ad azione dolorifica quali la bradikinina, l’istamina e l’acido lattico.

Il maggiore flusso sanguigno promuove inoltre anche una rapida rimozione di queste sostanze.

-Oltre ai processi citati, vengono promosse la prouzione di ATP e la sintesi proteica, che accelerano la ripartizione dei tessuti danneggiati ed eliminano la causa del dolore. Questo meccanismo d’azione non mira ad eliminare la sensazione di dolore ma, stimolando il metabolismo dei tessuti danneggiati e promuovendo la guarigione, agisce direttamente sulle cause dello stesso.

 

FREQUENZA DEI TRATTAMENTI

Si devono considerare i trattamenti con elettrostimolazione muscolare (EMS) come delle vere sedute di allenamento, dove è presente un affaticamento è consigliabile un recupero di 48 ore, anche se nulla vieta di eseguire delle sedute quotidiane, dipende sempre dalla periodizzazione degli allenamenti e dall’obiettivo che si intende raggiungere.

Con le correnti TENS e MENS è consigliabile un trattamento quotidiano fino alla scomparsa del dolore, seguendo comunque le indicazioni di uno specialista.

POSIZIONE DEL SOGGETTO DURANTE I TRATTAMENTI

-quadricipiti

per evitare carichi tendinei o possibilità di crampi, è consigliabile di stare seduti fissando il piede in modo tale da formare un angolo al ginocchio tra coscia e gamba compreso tra 110° e 140°.

-addominali

supini con le spalle leggermente sollevate; appoggiare spalle e capo su un cuscino.

-polpacci

seduti con un leggero rialzo sotto l’avampiede vincolndo il ginocchio, per evitare una ipertensione della caviglia.

-arti superiori

bisogna sempre bloccare il movimento delle articolazioni interessate, con angoli compresi tra i 100°-140°.

-pettorali

le posizioni possono essere differenti, la cosa importante è che il movimento venga bloccato; è consigliabile appoggiare la schiena.

-glutei e fianchi

proni in posizione comoda con un cuscino sotto l’addome per rialzare il bacino.

CONTROINDICAZIONI

-stimolazione della parte anteriore del collo (seno carotideo)

-paziente portatore di pace maker

-stimolazione della regione celebrale

-gravidanza

-utilizzo su dolori di cui non è nota l’eziologia

-piaghe e patologie dermatologiche

-traumi acuti

-stimolazione su cicatrici recenti